Molte delle traduzioni in greco espongono l’ affermazione fatta in Chizayon (Rivelazione) in questo modo:
Chizayon (Rivelazione) 1:8
Io sono l’ Alfa e l’Omega, l'inizio e la fine, dice il Signore, che è, e che era, e che deve venire, l'Onnipotente.
Notiamo, per scopi di traslitterazione, in primo luogo, che i traduttori hanno usato la parola "Signore" (maiuscola “S”, minuscola “ignore”) per la parola greca κυριος (kurios) che significa "maestro". Nel CEPHER, abbiamo tradotto questa parola con Adonai. La parola che è stata tradotta con "Dio" è θεος (theos) ed è la parola greca usata per sostituire il Tetragrammaton, che è enunciato nel cepheriym ebraico, e che abbiamo traslitterato con Yahuah. Quindi, nella nostra prima ripetizione di questa frase, abbiamo presentato la seguente revisione:
Io sono l'Alfa e l’Omega, l'inizio e la fine, dice Adonai, che è, e che era, e che verrà, Shaddai.
L'uso della frase "Alfa e Omega" è in greco, eppure il libro Chizayon (Rivelazione) all'interno del testo stesso stabilisce che all’inizio era in ebraico:
Chizayon (Rivelazione) 9:11
E avevano un re su di loro, che è l'angelo del pozzo senza fondo, il cui nome nella lingua Ivriyt (ebraico) è Abaddon, ma in lingua greca il suo nome é Apollyon.
Chizayon (Rivelazione) 16:16
E li radunò in un posto chiamato Armageddon in lingua Ivriyt (ebraico).
Quando guardiamo questa frase in ebraico, qualcos'altro emerge interamente. Sotto questo verso in ebraico, segue la sua traslitterazione in inglese.
אני האלף והתו ,תחלה וקצה נאם אדונעי ההוה ההיה ויבוא שדי
Ani h’Aleph v’tav; techilah’ v’qatseh; ha’hava’ ha’hawyah, u’yebua, Shaddai
Ani h'aleph v'tav - io sono l' Aleph (א) e il Tav (ת). Come in greco, Aleph è la prima lettera dell'alfabeto Ebraico Aleph-bet (alfabeto), e il Tav è l'ultima lettera. [Il resto della frase è techilah "che significa l'inizio o il principio, v'qatseh, che significa la fine più estrema, ha'hava, che significa il “respiro che è”, una forma di "essere", ha'hayah, che significa ciò che era, di nuovo una forma di "essere", e v'yebua, che significa nel suo senso letterale, colui che è della Yerushalayim che verrà , di nuovo una forma di "essere". (Yevuc era il nome originale di Yerushalayim). Shaddai significa l'Onnipotente].
Avendo distinto tra la parola greca κυριος (kurios) e θεος (theos), possiamo concludere che chi parla qui è colui che siede alla destra di ha'Av (il Padre): Yahusha Ha'Mashiach.
Cosa significa che Ha'Mashiach dovrebbe riferirsi a se stesso come Aleph Tav? Consideriamo ognuna di queste lettere separatamente.
L'Aleph è una lettera che si trova all’inizio nel Paleo-Ebraico come rappresentazione di una testa di bue. Questa testa di bue, quando è rivolta verso l'alto, è la moderna "A" maiuscola del nostro alfabeto. Questo simbolo trasmette il potere che si trova nelle corna del bue e la sua susseguente autorità. Tuttavia, non c'è nulla di sprecato nell'ebraico; anche l'ortografia della lettera Aleph (אלפ), ha il suo significato intrinseco.
La testa di bue divenne il simbolo della leadership e nel significato si distingue dalla lettera resh (ר), da cui deriva la parola rosh (come in Rosh Hashanah). Rosh denota il primo leader - il capo. L'Aleph denota il primato celeste; vale a dire la prima posizione in tutte le cose. Il moderno Aleph (א) è di nuovo molto interessante, in quanto descrive l'intero concetto nel rivelare l'Ayn Sof - l'infinito che occupa infinitamente le infinite dimensioni - per l'umanità. Nella sua essenza, il moderno Aleph (א) ha un yod (י) sopra e uno yod (י) sotto, diviso ma collegato dal mediatore vav (ו) che chiamiamo ben Elohiym (Figlio di Elohiym). La lettera Aleph raffigura quindi lo yod sopra (la mano destra di Elohiym), lo yod sotto (la mano sinistra di Elohiym) e il vav centrale (il mediatore ben Elohiym - Ha'Mashiach). È di una certa importanza che lo yod sulla terra (la mano di Elohiym sulla terra) è collegato allo yod nei cieli (la mano di Elohiym nei cieli) per mezzo del vav, che significa il chiodo/la congiunzione. “Ecco il chiodo/congiunzione (ה poi ו), ecco la mano (ה poi י)”.
Il termine Aleph (Aleph-lamed-phe) significa nella sua essenza testa di bue, il bastone del pastore e la bocca o la voce. Aleph come spiegato significa la voce del sommo pastore (o pastore divino). È anche di un certo interesse per coloro che seguono la geometria dell'Ebraico, che questa costruzione del moderno Aleph come yod-yod-vav, lascia nella sua orma una gematria di 26, che è la gematria divina del tetragrammaton che noi traslitteriamo come Yahuah (di nuovo, יהוה). Affascinante, non è vero?
E del Tav? Il Tav in Paleo Ebraico era un marchio che equivaleva all'incrocio di due bastoncini per formare una sorta di "t". Quando la "t" viene trasformata in un angolo, diventa una "X" di qualche tipo e, naturalmente, segna il punto.
Il Tav è dichiarato espressamente come un segno di salvezza nella volontà di Yahuah. Considera questo passo in Yechezq'el (Ezechiele):
Yechezq’el (Ezekiele) 9:4
Yahuah disse a lui, passa in mezzo della città, in mezzo a Yerushalayim, e metti un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e che gridano per tutte le abominazioni che si fanno nel mezzo suo.
Ora la parola "segno" che si trova in questo passo è in Ebraico Tav (תו). Tutti quelli che furono trovati in Yerushalayim senza questo "marchio" furono uccisi. Il marchio - il Tav - è il marchio della salvezza; un marchio di protezione.
Vediamo un altro esempio del marchio di Yahuah usato per proteggere in Bere'shiyth (Genesi):
Bere’shiyth (Genesi) 4:15
Yahuah disse a lui, perciò chiunque uccide Qayin, la vendetta cadrà su di lui sette volte. E Yahuah mise un marchio su Qayin, affinchè chiunque lo trovasse non lo uccidesse.
Qui la parola ebraica è owth (אוֺת), si scrive Aleph-Vav-Tav, che è la Aleph Tav, attaccata l'una all'altra dal vav: il chiodo (unione congiunzione). Abbiamo visto una connessione simile nella costruzione del moderno Aleph (dove due yod sono collegati dal vav), e il significato qui è simile. Il nome del segno o marchio che salvò Qayin dall'essere ucciso dai suoi fratelli e sorelle fu il divino Aleph Tav fissato con il chiodo di Vav; il segno in sé era il Tav. [C'è una connessione simile trovata nel nome David (דוד). Qui il dalet (che significa porta o portone) è collegato alla dalet (di nuovo la porta) tramite il vav (il chiodo).
Il Magan David (stella di David) che, nella sua forma, è il Dalet Paleo Ebraico che rappresenta la porta del regno nei cieli (puntato verso l'alto) e il Dalet del Paleo Ebraico che rappresenta la porta del regno sulla terra (puntato verso il basso). Non è completo senza l'inclusione del Paleo Ebraico vav nel centro (che rappresenta il chiodo/congiunzione di Ha'Mashaiach) che fissa i due insieme.
Chizayon (Rivelazione) 7:1-3
Dopo queste cose, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento sulla terra né sul mare né su alcun albero. 2 Poi vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il sigillo del Elohiym vivente, e gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, 3 dicendo: «Non danneggiate la terra né il mare né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte i servi del nostro Elohiym».
In Yechezq'el vediamo un marchio posto sulla fronte di coloro che sarebbero stati risparmiati, e il marchio era il Tav - il segno dei due bastoni incrociati. Qui, alla fine dei tempi, vediamo un sigillo fissato - il sigillo dell vivente Elohiym- sulla fronte di coloro che sarebbero stati risparmiati dalla dannazione che segue. Non è il Tav?
Considera ancora una volta questo incrocio dei bastoncini:
Yechezq’el (Ezekiele) 37:15-17
La parola di Yahuah venne di nuovo a me, dicendo , 16 Inoltre, figlio d’ uomo, prendi un ֶָbastone, e scrivi su di esso, Per Yahudah, e per i figli di Yashar'el i suoi compagni: poi prendi un altro bastone, e scrivi su di esso, Per Yoceph, il bastone di Ephrayim, e per tutta la casa di Yashar'el i suoi compagni , 17 E uniscili a loro uno all’altro in un unico bastone; e diventeranno un tutt'uno nella tua mano.
I bastoncini possono essere una interpretazione generosa qui. La parola in Ebraico è ??? `(etz) che significa un albero. Che tipo di albero? potresti chiedere… Bene, un albero di ulivo.
Yirmeyahu (Geremia) 11:16
Yahuah ti aveva chiamato con il nome di Ulivo verdeggiante bello, con frutti squisiti. Al rumore di un gran tumulto, egli vi appiccherà il fuoco, e i suoi rami saranno distrutti.
Romaiym (Romani) 11:17-24
E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell’olivo, 18 non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te. 19 Forse dunque dirai: «I rami sono stati troncati, affinché io fossi innestato». 20 Bene; essi sono stati troncati per l'incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. 21 Se Elohiym infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. 22 Vedi dunque la bontà e la severità di Elohiym: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso. 23 E anche essi, se non perseverano nell'incredulità, saranno innestati, perché Elohiym è potente da innestarli di nuovo. 24 Infatti, se tu sei stato tagliato dall'olivo per natura selvatico e innestato contro natura nell'olivo domestico, quanto più costoro, che sono rami naturali, saranno innestati nel proprio olivo.
Chizayon (Rivelazione) 11:3-4
Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni, vestiti di sacco. 4 Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti a Elohiym della terra.
Abbiamo quasi risposto alla domanda riguardante il Tav. Considera che l'albero è chiamato in ebraico (etz); e che un ramo (נצר netzer) crescerà dalle radici di Yishay (Iesse) (Yesha`yahu 11:1); e che la città di Natsareth (נצרת Netzerath) è il luogo del Ramo, e che נצר netzer significa il seme dell'albero, e che Yahusha era segnato sulla croce (a cui Kepha (Pietro) si riferisce come ad un albero (etz) Kepha Ri'shon (1 Pietro) 2:24) come Natsariy (נצרי), quindi i suoi seguaci potrebbero essere conosciuti come i Natsariym (נצרים).
Il Tav, i due bastoni incrociati, i due alberi incrociati, in definitiva, è Yashar'el.
Yirmeyahu (Geremia) 31:31-34
Ecco, verranno i giorni», dice Yahuah, «nei quali stabilirò un patto rinnovato con la casa di Yashar'el e con la casa di Yahudah; 32 non come il patto che ho stabilito con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese di Mitsrayim, perché essi violarono il mio patto, benché io fossi loro Elohiym», dice Yahuah. 33 «Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni», dice Yahuah: «Metterò la mia Torah nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Elohiym ed essi saranno il mio popolo. 34 Non insegneranno più ciascuno il proprio vicino né ciascuno il proprio fratello, dicendo: "Conoscete את-Yahuah!", perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande», dice Yahuah. «Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».
Ivriym (Ebrei) 8:8-13
Yahuah infatti, rimproverandoli, dice: «Ecco, vengono i giorni che io concluderò con la את-casa di Yashar'el e con la את-casa di Yahudah un Patto Rinnovato, 9 non come il patto che feci con i loro padri, nel giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese di Mitsrayim, perché essi non sono rimasti fedeli al mio patto, ed io li ho rigettati, dice Yahuah. 10 Questo dunque sarà il patto che farò con la את casa di Yashar'el dopo quei giorni, dice Yahuah, io porrò la mia Torah nella loro mente e la scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Elohiym, ed essi saranno il mio popolo. 11 E nessuno istruirà più il suo prossimo e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci את-Yahuah!”. Poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro, 12 perché io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti». 13 Dicendo "un patto rinnovato", egli ha reso antico il primo; or quello che diventa antico ed invecchia, è vicino ad essere annullato.
Romaiym (Romani) 11:26
“e così tutto Yashar'el sarà salvato”
Concludiamo, se anche fosse possibile, con una discussione sulle lettere Aleph Tav unite. L'Aleph è l'espressione scritta del mistero divino di Elohiym, mentre il Tav è il marchio di Salvezza che è in definitiva tutto Yashar'el. (Halleluyah!).
Come dice il rabbino Dov Ber, le prime parole della Scrittura sono Barashiyth Bara Elohiym Eth. . . il che significa in principio Elohiym creò eth - Aleph Tav. L'Aleph Tav precedette la creazione dei cieli e precedette la creazione della terra! Poiché Aleph è la prima lettera, e la Tav l'ultima, è altrettanto vero che la parola eth significa anche Aleph attraverso Tav (e tutti i punti intermedi). In breve, Aleph Tav rappresenta ogni Parola (omer) di Elohiym. Un altro rabbino, il rabbino Shneur Zalman di Liadi, dichiarò che se le lettere dovessero venire meno anche per un istante, tutta la creazione diventerebbe un assoluto nulla! Ben detto. Vediamo come lo ha detto Yahuchanon (Giovanni):
Yahuchanon (Giovanni) 1:1-5
NEL principio era la Parola e la Parola era את Elohiym, e la Parola era Elohiym. 2 Egli (la Parola) era nel principio con את Elohiym. 3 Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta. 4 In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno compresa.
Allora, Aleph Tav? Significa non solo la Parola parlata e la Parola scritta di Elohiym, ma ogni Parola nella sua contemplazione e il suo marchio nelle sacre Scritture indica che l'oggetto a cui fa riferimento il marchio era stato scritto per primo nei cieli. Puoi chiamarlo divino.
Vi lascio con le parole di addio di Yahuchanon nel Chizayon di Yahusha Ha'Mashiach:
Chizayon (Rivelazione) 22:13-14
Sono l'Aleph Tav; l'inizio e la fine, il primo e l'ultimo. 14 Beati quelli che obbediscono ai suoi comandamenti, affinché abbiano diritto all'albero della vita (etz chayim) e possano entrare attraverso le porte della città.